Dia de los muertos a Madrid: antichi riti in luogo di Halloween

In questo articolo ti parlo di una caratteristica di Madrid che non molte persone conoscono: il fatto di essere la città che in Europa maggiormente celebra i riti messicani del Dia de los Muertos, Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco, in luogo delle ormai globalizzate celebrazioni di Halloween. Alla fine ti consiglio anche alcune iniziative ed eventi previsti a Madrid per celebrare questa ricorrenza.

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Io sono Alessandra Ripa, blogger osservatrice viaggiatrice, irrimediabilmente leccese.

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Tutte/i conosciamo Madrid per essere l’elegante colorata e divertente capitale della Spagna, avendola già visitata, o magari sognando di farlo prima o poi. Pochi sanno che per ragioni storico/politiche Madrid rappresenta un ponte simbolico tra l’Europa e l’America Latina con interessanti contaminazioni.

Madrid: ponte tra Europa e Sud America

fruttivendolo sudamericano a Madrid

Prima di addentrarci alla scoperta delle celebrazioni del Dia de los Muertos a Madrid, vorrei condurti attraverso alcuni aspetti sociodemografici della capitale spagnola che anche io ignoravo prima di trasferirmici nel 2023. Spesso, pensando a Madrid, l’associamo a una serie di luoghi comuni sul folklore spagnolo come il flamenco, la tauromachia, le taverne, la presenza della monarchia e la persistenza delle celebrazioni religiose cattoliche, oppure ad aspetti relativi alla sua ricchezza artistica e culturale, al fatto di essere bandiera e buon esempio di inclusione sociale e difesa dei diritti civili, e infine capitale della movida, insomma un mix vincente di tradizione e modernità. In questo immaginario, che come spesso accade poi ricerchiamo anche nella nostra esperienza turistica, spesso dimentichiamo che Madrid è la capitale di un Paese che ha fatto da pioniere e primatista delle esplorazioni e colonizzazioni del Vecchio Continente verso altre terre e popoli oltreoceano, e nonostante l’avanzare della Storia e la necessaria emancipazione di questi popoli dalle dominazioni, 30 paesi al mondo ancora portano con sé le tracce di questa hispanidad in primo luogo riconoscibile attraverso la loro lingua principale, ovvero il castigliano, seppure declinato nelle varie sfaccettature linguistiche e fonetiche.

[PS Introduco questo tema con il solo fine di spiegare il contesto, consapevole della sua delicatezza in quanto oggetto di dibattiti in merito alle responsabilità del passato nella colonizzazione e sottomissione (con vessazioni, violenze, massacri spesso dimenticati) di popolazioni indigene].

La comunità latina a Madrid

scorcio di Madrid

A partire dalla fine degli anni 90, il susseguirsi di crisi politiche ed economiche in America Latina ha fatto in modo che moltissimi sudamericani decidessero di emigrare in Spagna. La scelta della destinazione è stata progressivamente sempre più favorita da un insieme di contingenze, come la possibilità di conseguire un passaporto italiano per moltissimi sudamericani con antenati italiani, che apriva di fatto l’accesso alle porte della Comunità Europea, la possibilità di conseguire la cittadinanza spagnola dopo soli due anni di residenza (normalmente 10) per persone provenienti dall’America Latina, la possibilità di ottenere il cosiddetto Golden Visa a fronte di investimenti in territorio spagnolo a partire da EUR 500mila, l’opportunità concessa da prestigiose Business School di avere una Student Visa.

Ad oggi, a fronte di una popolazione di circa 7 milioni di abitanti presenti nella Comunità di Madrid, circa 1 milione (quasi il 15%) è sudamericana, con al primo posto Ecuador e Venezuela, seguiti da Colombia, Repubblica Dominicana, Cile, Argentina, Perù e Messico. Non soprende, pertanto, l’importante presenza e integrazione della cultura sudamericana in quella madrileña, immediatamente percepibile data la quantità di ristoranti di vario livello di cucina sudamerica, mercati rionali, la presenza di musica latina, balere e discoteche dedicate.

El Dia de los Muertos a Madrid

Nonostante la comunità messicana non sia, tra quelle sudamericane, la più rappresentata a Madrid (circa 10 mila abitanti conto i quasi 90 mila ecuadoreni), la cultura messicana è molto presente nella quotidianità per una serie di collaborazioni imprenditoriali e commerciali che si sono instaurati negli ultimi decenni tra Spagna e Messico. In questo contesto si innestano le iniziative legate alla celebrazione de El Dia de los Muertos, che si celebra il primo novembre come in tutto il mondo, ma che si contraddistingue per la ricchezza culturale dei suoi riti dalla tradizione millenaria, frutto del sincretismo tra culture preispaniche e cattoliche, dal 2003 proclamati dall’Unesco Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Secondo la cultura messicana, il mondo dei vivi quello dei morti non sono mai realmente disgiunti ma convivono nella quotidianità seppur su piani (sensoriali, spirituali, energetici) distinti, per incontrarsi e mescolarsi una volta all’anno (appunto in occasione del Dia de los Muertos) offrendo ai vivi la possibilità di reincontrare le persone care. Mentre in epoca preispanica il corpo del defunto veniva avvolto in un fagotto e coinvolto in una festa, con la conversione al cattolicesimo e l’introduzione dei cimiteri, il culto si è mescolato con quello cattolico, prevedendo la visita alle tombe, la loro decorazione e l’allestimento di banchetti su di esse. Anche per sopperire alla mancanza di una tomba da visitare, in alcuni casi, o alla lontananza da essa, si è diffuso l’allestimento di altari commemorativi nelle case che prevede fotografie delle persone care, oggetti a loro appartenuti, cibo (calaveras de dulce, pan de muerto, un dolce di zucca), fiori colorati, papel picado (una sorta di origami), acqua, mais, incenso, ceri in numero pari.

Ogni anno, a Madrid, le tradizionali celebrazioni castize sono affiancate da quelle messicane: uno spettacolare Altar de Muertos è visitabile nell’ultima settimana di ottobre sino ai primi di novembre presso Casa de Mexico, fondazione culturale, che per l’occasione prevede anche laboratori didattici, degustazioni gastronomiche e spettacoli teatrali. Altri altari dei morti sono anche visitabili presso l’Ambasciata messicana, palazzo Cibeles, presso la Montaña Artificial del Parque del Retiro, o al Matadero, nei mercati rionali in cui sia presente un chiosco messicano (come a San Fernando o Las Maravillas) e nei numerosi ristoranti messicani. Nella notte di Halloween, tra il 31 ottobre e il primo novembre, la capitale della movida si anima di feste a tema messicano (come quella presso il Circulo de Bellas Artes, oppure La Catrina Chulapa) in cui il costume più diffuso è ovviamente quello di della katrina, la donna scheletro. A tal proposito, il pomeriggio del primo novembre il centro di Madrid viene attraversato da una coloratissima sfilata di Catrinas!

E allora cosa aspetti: organizza il tuo prossimo Halloween a Madrid per immergerti nella magia del Dia de los Muertos!

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