I gioielli perduti di Lecce: 5 luoghi e monumenti che non esistono più

In questo articolo ti parlo di 5 gioielli di Lecce che non esistono più. Si tratta di monumenti, luoghi, elementi cittadini che a lungo hanno fatto parte della vita e della storia della città pugliese, ma che per vari motivi sono andati perduti, restano solo alcune foto storiche e i ricordi dei più anziani a testimoniare il fatto che siano esistiti.

Se conosci altri monumenti perduti di Lecce, oltre ai luoghi che elenco di seguito, sono felice se me lo scrivi nei commenti.

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Alessandra Ripa

Io sono Alessandra Ripa, blogger osservatrice viaggiatrice, irrimediabilmente leccese. Dal 2023 vivo a Madrid e anche di questo ti parlo nel mio blog.

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Lecce è una città incredibilmente affascinante. Nonostante la sua storia sia antichissima come testimoniamo i monumenti che la caratterizzano, il centro storico è stato finalmente riqualificato solo in tempi relativamente recenti dopo anni di abbandono e incuria. La sua popolarità, nel bene e nel male, è aumentata di pari passo con l’aumento del turismo di massa che induce il turista consumatore a voler scoprire e visitare sempre più posti.

Mentre oggi le amministrazioni, associazioni culturali, le/i creators sembrano perseguire una ricerca febbrile del luogo da raccontare e promuovere, fino a pochi anni fa elementi di interesse artistico o storico/monumentale sono stati rimossi senza troppo riguardo verso quello che sarebbe potuto essere il loro valore storico, ma anche cinicamente parlando, il loro potenziale dal punto di vista dell’interesse turistico. Restano fotografie, disegni, ricordi, studi di alcuni appassionati a testimoniare l’esistenza di luoghi e monumenti che per decenni sono stati significativi per i cittadini di Lecce del passato e che oggi purtroppo sono andati perduti.

Ecco, dunque, cinque luoghi e monumenti perduti di Lecce che se fossero ancora esistenti sarebbero certamente parte di qualsiasi itineraio turistico.

La fontana dei cavalli alati

foto storica Piazza Duomo Lecce

Pochi sanno che nella famosissima Piazza Duomo di Lecce, riconosciuta essere tra le più belle piazze d’Italia, ai primi del novecento c’era una suggestiva fontana circolare, caratterizzata da quattro cavalli alati. Opera dello scultore salentino Antonio Bortone (noto anche per la statua di Fanfulla da Lodi di cui parlo nel mio articolo sui luoghi iconici di Lecce) e inaugurata il 15 aprile 1925 in occasione del Congresso Eucaristico, fu rimossa nel 1957 dall’allora sindaco Oronzo Massari, in quanto ritenuta in contrasto con il contesto ambientale: si dice, infatti, che i genitali dei cavalli alati fossero ritenuti inappropriati alla vista delle suore che si recavano a messa nella Cattedrale. Non si sa bene che fine abbiano fatto gli elementi della fontana, ma si ritiene che oggi adornino alcune ville patrizie, una delle statue pare si trovi nel giardino di una casa di via Don Bosco, poco lontana dalla stazione ferroviaria del capoluogo salentino.

Il tram del mare

modellino tram del mare Lecce

Dal 25 giugno 1898 al 1933 una linea tramviaria collegava il centro di Lecce con una delle sue marine: San Cataldo. Con i suoi 12.7 km, questa fu la più lunga linea tramviaria del Mezzogiorno. Il tram partiva dal capolinea ex Centrale Enel in viale De Pietro, faceva la prima sosta in piazza Sant’Oronzo, passava per il mercato coperto delle erbe, poi dalla villa comunale e infine prendeva la via del mare in direzione San Cataldo. Aveva corse regolari ogni ora, vetture di prima e ordinaria classe. Gli ultimi 10 anni, tuttavia, furono di decadenza e infine il tram e la linea furono smantellati e il materiale utilizzato dall’Ansaldo di Genova. Presso il Museo Ferroviario di Puglia, a Lecce, è possibile ripercorrere la storia del tram attraverso una mostra permanente.

La tettoria liberty

foto storica tettoia liberty Lecce

Sempre ai primi del Novecento, una bellissima tettoia liberty sormontava il ‘mercato delle erbe’: un luogo pulsante di vita nella comunità leccese. Voluta dal sindaco Giuseppe Pellegrino e realizzata nel 1895 dall’ingegner Pasquale Ruggieri (autore anche del progetto del tram), in ghisa con gusto Liberty, fu ubicata in viale Marconi addossata alle mura del Castello. Nel 1978 il mercato fu trasferito provvisoriamente in Piazza Libertini, per poi essere dismesso ai primi anni 90 (con poca lungimiranza) mentre la tettoia, già smontata ai primi anni 80, abbandonata all’incuria e all’abbandono. Chissà come sarebbe oggi avere un allegro mercato coperto nel cuore del centro di Lecce? Basti pensare al mercato de la Boqueria a Barcellona o al mercato di San Miguel a Madrid per immaginarselo.

Piazza Mercanti e il bar Buda

foto storica Bar Buda Lecce

Continuando questo viaggio in una suggestiva Lecce della Belle Epoque, arriviamo nell’attuale Piazza Sant’Oronzo, un tempo detta Piazza dei Mercanti. Fino al agli inizi del XX secolo, la piazza aveva un aspetto completamente differente, con le sue logge, l’ambasciata Veneziana e le botteghe dei mercanti veneziani che vivevano da secoli in questo quartiere (di cui il leone alato scolpito sulla chiesetta di San Marco del Sedile resta a testimonianza). In questa antica piazza il Bar Buda rappresentava il cuore della vita mondana: in stile liberty, ricoperto di marmo verde e specchi, era frequentato da signore/i e intellettuali dell’epoca. Agli inizi del XX secolo tutto fu abbattuto per far spazio alla costruzione della nuova sede della Banca d’Italia e riportare alla luce le rovine dell’anfiteatro romano.

Porta San Martino

Disegno Porta San Martino Lecce

Se fino a ora ti ho parlato di elementi realizzati a fine ottocento per arricchire la città in ottica Liberty, quest’ultimo parfagrafo è dedicato a un luogo che poco prima di quegli anni invece sparì. Come sappiamo, il centro storico di Lecce è parzialmente racchiuso dai resti dell’antica cinta muraria attraverso cui si accedeva tramite quattro porte: Porta Rudiae, Porta Napoli, Porta San Biagio e … Porta San Martino. Mentre le prime tre, monumentali, sono ancora al loro posto, ognuna con caratteristiche architettoniche ed elementi artistici differenti, la quarta, Porta San Martino, non esiste più. Si trovava all’incrocio tra le attuali via XXV luglio e via Matteotti, vicino all’ingresso orientale del Palazzo del Governo (anche noto come ‘Prefettura’) che guarda alla villa comunale. Delle quattro porte, era la più semplice, essendo un arco di passaggio rivolto a Oriente (in particolare per accogliere uomini e animali provenienti da San Cataldo) con merlature tipiche delle costruzioni medioevali. Fu proprio questa sua semplicità a sancirne la fine: infatti, venne demolita intenzionalmente nel 1830, in quanto si ritenne che il suo aspetto semplice e ‘insignificante’ non reggesse il confronto con la maestosità del nuovo Palazzo del Governo.

Conosci altri aneddoti su questi luoghi? O altri scorci di Lecce che sono andati perduti? Scrivimelo nei commenti o lascia un like se l’articolo ti è piaciuto.

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